Prevenzione Primaria nuova speranza nella lotta alla demenza.

Oggi la medicina offre diverse alternative terapeutiche per affrontare la malattia di Alzheimer, ma
nessuna risulta risolutiva. La realtà è che non esistono cure o farmaci in grado di fermarla. Il
massimo che attualmente possiamo sperare con i nostri interventi è rallentarne l’evoluzione clinica.
Un filone di ricerca, tanto importante quanto da sempre osteggiato per svariate ragioni, che negli
ultimi anni sta prendendo vigore anche alla luce dei recenti e incoraggianti risultati ottenuti è quello
della prevenzione primaria. Non stiamo parlando di qualche nuova molecola o terapia miracolosa,
ma di azioni e comportamenti che tutti possono compiere per proteggere il proprio cervello. Questo
tipo d’intervento si deve compiere non quando la malattia è già conclamata ma molto tempo prima,
quando si è ancora giovani e attivi.
Come riporta questo esaustivo articolo, sono ormai svariati gli studi scientifici pubblicati anche su
prestigiose riviste scientifiche che evidenziano quanto sia importante, per ridurre la possibilità di
sviluppare in futuro una forma di demenza, adottare stili di vita sani già dai primi anni di vita.
Gli studi portati a termine dalle più famose università del mondo evidenziano inequivocabilmente che
le persone che hanno seguito comportamenti virtuosi nella loro vita hanno un rischio inferiore del 60
% di sviluppare una demenza. Tra queste sane abitudini quotidiane ricordiamo l’attività fisica
regolare, la stimolazione cognitiva, la dieta, il non fumare, riposare adeguatamente e il mantenere
buone relazioni sociali.
I fattori protettivi, come gli stili di vita corretti, possono effettivamente influenzare la traiettoria
dell’invecchiamento cerebrale e ridurre i rischi di sviluppare un declino cognitivo patologico anche
per quei soggetti a rischio genetico.
Tra le università che stanno studiando gli effetti della prevenzione primaria con studi longitudinale
prospettici ad ampie corti, troviamo la famosa Mayo Clinic diretta dal prof. Ronald Petersen. Sono le
parole dello stesso Petersen a tracciare la via della ricerca fondata sulla prevenzione primaria: “se
accettiamo la prevenzione come forma di lotta per esempio per le malattie cardiache, allora
dobbiamo adottare una simile mentalità scientifica per contrastare la demenza”.
Ritengo che questa sia la strada da perseguire per contrastare efficacemente la demenza.
Dobbiamo renderci conto che il nostro target è la popolazione giovane e sana, senza focalizzarci
esclusivamente sulla popolazione che ha già contratto la malattia. Dobbiamo avere una visione ad
alto contenuto previsionale e adottare delle campagne informative efficaci in grado di raggiungere e
coinvolgere i giovani e gli adulti della nostra società.

Prevenzione Primaria come nuova speranza nella lotta alla demenza. Insieme ai miei collaboratori del centro Topmemory, lavoriamo da anni per diffondere i principi
della prevenzione primaria. Grazie alla mia pluriennale esperienza nel campo delle demenze e della
prevenzione primaria, ho creato una serie di corsi di stimolazione cognitiva e allenamento della
memoria chiamati MemoFit, a difficoltà crescente stimolanti e divertenti da poter seguire sia in aula
che online, indirizzati a tutta la popolazione adulta sana, ai giovani e alle aziende.

Dottor Massimo Veneziano

Per approfondimenti:

https://www-nbcnews-com.cdn.ampproject.org/c/s/www.nbcnews.com/news/amp/ncna1029441

 

 

 

 

 

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