La malattia di Alzheimer è accompagnata da sintomi cognitivi (perdita di memoria, disorientamento e confusione) e, spesso, da sintomi comportamentali (agitazione, aggressività, vagabondaggio, insonnia, rifiuto ad alimentarsi o iperfagia, allucinazioni, deliri, disinibizione sessuale). I sintomi comportamentali, che maggiormente generano stress nel familiare, possono essere influenzati da molti fattori: disturbi o malattie organiche, dolori, paura dell’ambiente circostante, frustrazione dovuta all’incapacità di comunicare, capire o compiere le attività quotidiane. Per i problemi comportamentali che non hanno origine organica ci sono due approcci: l’approccio farmacologico e quello non farmacologico. Le due alternative possono anche essere combinate. In tutto il mondo stanno aumentando gli studi e le ricerche sull’approccio non farmacologico. Nell’articolo ne illustriamo alcuni.

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